Notizie COVID-19

Messagio del Rettore al riguardo del Coronavirus e delle misure che abbiamo preso nel Collegio.

L’Italia sta vivendo un momento molto critico a causa del COVID-19, situazione che in questi ultimi giorni si è estesa a tutta l’Europa.

Sono convinto che in questa Quaresima in cui le nostre abitudini vengono stravolte e ci sentiamo smarriti, il Signore ci chieda un digiuno diverso e ci accompagni nel deserto affinché possiamo, nel silenzio del cuore, ritrovare la vera relazione con il Padre e impegnarci con maggior carità nella vita comunitaria scoprendone il senso più profondo.

Il nostro Collegio ha messo in atto delle procedure nuove per fare fronte all’epidemia e per dare seguito a quanto emanato nei decreti governativi e nelle disposizioni della Conferenza Episcopale Italiana e del Vicariato di Roma.

Abbiamo introdotto gradualmente diverse misure a seconda dell’evolversi delle circostanze.

- Da Mercoledì 4 marzo le lezioni delle università e scuole d’Italia sono state chiuse e così anche gli Atenei Pontifici. Poiché il decreto ministeriale vietava alle persone di uscire di casa abbiamo chiesto ai seminaristi di sospendere la benedizione delle case e, a loro e ai sacerdoti, di non uscire tranne in casi necessari.

- Dal 9 marzo le misure si sono inasprite e tra le altre disposizioni è stata vietata la possibilità di uscire da casa senza un valido motivo comprovabile dalle autorità presentando una autocertificazione legale. Noi, a casa, abbiamo chiesto ai seminaristi e ai sacerdoti di:

  1. Non allontanarsi per nessun motivo (eccetto casi di grave necessità). Abbiamo dato incarico ai formatori di comprare quanto necessario ai seminaristi, rispettando tutte le precauzioni anti-contagio;
  2. Tenere almeno un metro di distanza nelle relazioni interpersonali, per questo motivo abbiamo anche riadattato le diverse zone della casa: cappella, sala di pranzo, ecc;
  3. Seguire le disposizioni del Vicariato per la Santa Messa, cioè, di omettere il saluto della pace, distribuire la comunione sulla mano e svuotare le acquasantiere della cappella. Abbiamo continuato normalmente con le celebrazioni liturgiche e gli atti comunitari.

 Abbiamo inoltre chiesto senso di responsabilità e attenzione, giacché proteggendo loro stessi proteggeranno anche i loro confratelli e i formatori. 

Al fine di informare correttamente i seminaristi e i sacerdoti sul virus e di evitare che dilaghi tra di loro una paura eccessiva abbiamo invitato un nostro confratello medico a dare una conferenza.

Stiamo riorganizzando le giornate in modo che i seminaristi e i sacerdoti privilegino in questo periodo, la preghiera personale e comunitaria e lo studio. Dalla settimana scorsa l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum ha attivato alcune lezioni via internet.

Preghiamo affinché come desidera il Papa “il tempo di Quaresima ci aiuti a dare un senso evangelico anche a questo momento di prova”.

In Cristo, P. Enrique Tapia, L.C.